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Bando ict e Fondo microcredito, due strumenti innovativi per i professionisti

Modena – Un bando per l’innovazione ict dei liberi professionisti e un fondo per il microcredito. Sono le due importanti opportunità per i professionisti messe in campo nelle scorse settimane dalla Regione Emilia-Romagna. Due provvedimenti innovativi perché riconoscono, anche nei finanziamenti pubblici, le libere professioni come parte essenziale del tessuto economico anche.

“Accogliamo con favore queste misure che interessano molto anche i periti industriali – dice Carlo Alberto Bertelli, vice presidente del Collegio dei Periti industriali di Modena –  si tratta di una novità importante sul piano delle politiche economiche, che va a sostenere l’innovazione di molte categorie professionali impegnate quotidianamente nel supporto e nella collaborazione con il sistema economico e produttivo regionale. È il segnale che il dialogo e il confronto tra istituzioni, categorie economiche, ordini e collegi può portare a risultati concreti e utili per tutti. I due provvedimenti rappresentano un’opportunità che vogliamo cogliere appieno”.

“Il fondo per il microcredito – ha commentato il consigliere regionale modenese Luca Sabattini, tra i promotori della legge che ha istituito il Fondo – rappresenta un atto di fiducia nei confronti di chi ha scelto di investire nelle proprie competenze e di avviare un’attività professionale. L’accesso al credito, soprattutto per le giovani generazioni, è uno scoglio difficile da superare nell’avvio o nella gestione di un’attività in proprio. Il Fondo vuole proprio sostenere l’aggiornamento, l’innovazione e la formazione di professionisti e piccole imprese della Regione”.

 

Il Fondo di microcredito 
Il fondo per il microcredito è stato assegnato dalla Regione Emilia-Romagna a Unifidi, con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo di piccole iniziative imprenditoriali e professionali. L’importo del credito è compreso tra un minimo di 5 mila ed un massimo di 15 mila euro e potrà essere utilizzato per l'acquisto di beni, il pagamento di corsi di formazione e alta formazione, oltre a esigenze di liquidità connesse allo sviluppo dell'attività, compreso il costo di personale aggiuntivo. Finanziabili anche gli investimenti in innovazione, in prodotti e soluzioni di Ict e sviluppo organizzativo, oltre alla messa a punto di prodotti e/o servizi che presentino potenzialità concrete di sviluppo e consolidamento di nuova occupazione.

Possono far richiesta per ricevere i finanziamenti i lavoratori autonomi e liberi professionisti che operano in Emilia-Romagna, che alla data della domanda siano titolari di partita iva da un minimo di un anno e da non più di 5, con fatturato compreso tra 15 e 70 mila euro; i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali oppure forme aggregate tra professionisti con i medesimi requisiti previsti per le imprese; le imprese individuali, società di persone, società a responsabilità limitata semplificata o società cooperative operanti in Emilia-Romagna che alla data della domanda siano avviate da almeno un anno e da non più di 5 con fatturato annuo compreso tra 15 e 100 mila euro. Per poter presentare la domanda basta possedere la Partita Iva ed avere iniziato l’attività da almeno un anno.
Tutte le informazioni sono disponibili a questo link

 

Il bando per i professionisti
Il bando per l’innovazione ict dei professionisti finanzia fino al 40% della spesa ammissibile gli investimenti in nuove tecnologie, innovazioni di processo e tecnologie informatiche. Realizzato grazie ai fondi europei Por Fesr, il bando prevede che la percentuale di contributo possa arrivare al 45% nel caso in cui, per effetto della realizzazione del progetto si realizzi un incremento occupazionale oppure il progetto sia presentato da un soggetto caratterizzato dalla rilevanza della componente femminile/giovanile.

L’importo massimo del contributo concedibile per ciascun progetto ammesso a finanziamento non potrà comunque superare i 25mila euro, così come i progetti per i quali viene presentata domanda di contributo dovranno avere una dimensione minima di investimento di 15mila euro.

Possono accedere al bando sia i liberi professionisti titolari di partita Iva, iscritti a ordini o collegi professionali e alle rispettive casse di previdenza, sia i liberi professionisti non iscritti che svolgono attività professionali non rientranti in quelle riservate agli iscritti a Ordini e Collegi professionali, o che svolgano prestazione d’opera intellettuale e di servizi rientranti nella sezione M della classificazione delle attività economiche (Ateco 2007) “Attività professionali, scientifiche e tecniche“.

Il bando ha aperto il 3 maggio 2017 fino alle 17 del 31 maggio 2017 per gli interventi che si intendono realizzare entro il 31 dicembre di quest’anno. La seconda apertura, per gli investimenti che si intendono realizzare nel 2018, è in programma dalle 10 del prossimo 12 settembre fino alle 17 del 10 ottobre 2017.

Entrambe le scadenze potranno essere chiuse anticipatamente nel caso in cui le domande esauriscano le risorse disponibili prima del termine.

Tutte le informazioni e la modulistica sono disponibili a questo link